Si comincia.
Una barca della flottiglia dice di essere stata “colpita da un drone in acque tunisine”. La Tunisia — che, lo ricordiamo, appoggia ufficialmente la missione — smentisce tutto: nessun drone rilevato, solo un giubbotto di salvataggio preso fuoco a bordo.
Ora, se perfino la Tunisia, sponsor della causa palestinese, dice che è una cazzata… forse è una cazzata.
Ma è solo l’inizio. È il primo assaggio di quello che ci aspetta. La propaganda ha issato le vele.
Lo abbiamo già visto con i bambini “massacrati da Israele” che il giorno dopo sono vivi e vegeti e quelli morti di fame, vittime di malattie genetiche. Con gli ospedali “bombardati da Israele” che si scoprono colpiti da razzi lanciati… da Hamas stesso. E poi ovviamente con le cifre, quelle fornite dal celebre “Ministero della Salute dei miei coglioni”, che contano i morti come si conta a briscola: sempre un carico in più, sempre al momento giusto.
Ora tocca ai crociati del mare, i novelli eroi che credono di star combattendo l’Impero del Male a bordo di yacht da diporto acquistati sul mercato dell’usato con i soldi di qualche ONG mai vista (e bonifici mai controllati dai nostri “giornalisti d’inchiesta”).
Non sono marinai né attivisti umanitari. Sono farabutti in cerca dell’incidente da strumentalizzare, dello scontro da vendere alle agenzie stampa. Ora si inventano un drone — con 0 prove, 0 danni, 0 testimoni, 0 immagini, 0 tracciamento radar — figurati cosa succederà quando avvisteranno le coste di Gaza.
Cosa ci racconteranno?
Che Tsahal ha affondato una nave con i cannoni laser?
Che Greta è stata colpita da una ciabatta sionista mentre recitava la Shahāda?
Che i Navy SEAL israeliani, hanno torturato i marinai con una playlist di David Guetta?
Lì comincerà il vero show. Si lanceranno in acqua, si filmeranno, si aggrapperanno a scatole di cartone come fossero pacchi della Croce Rossa, fingeranno guasti, pianti, attacchi, minacce.
E se glielo lasciamo fare - SE I NOSTRI MEDIA GLIELO LASCERANNO FARE - la prossima volta lo faranno meglio. E milioni di idioti ci crederanno come hanno creduto alla bufala della fame, del genocidio e dell’apartheid meno documentate del mondo.
ALEX ZARFATI

Commenti
Posta un commento