DULCIS IN FUNDO: DA CAPODISTRIA IL CAPO DELLO STATO MATTARELLA ESULTA PER LA CESSIONE DELLA PALA: "CARPACCIO È UNO DEGLI ARTISTI CHE RAPPRESENTA LA PROFONDA INTERCONNESSIONE TRA SLOVENIA E ITALIA"


Cari Amici,

la visita di Mattarella in Slovenia si è conclusa a Capodistria nei modi previsti, forse andando oltre quello che ci aspettavamo, perché abbiamo sentito pronunciare delle frasi che di storico, dobbiamo rilevarlo con la solita schiettezza, non hanno alcun fondamento.

Dopo l'inaugurazione del Collegio dei Nobili, Mattarella e Pirc Musar hanno visitato i rimasti, concludendo la giornata con un intervento nel Consiglio comunale dove il nostro Capo dello Stato ha, fra l'altro, dichiarato:

"Carpaccio è uno degli artisti che rappresenta la profonda interconnessione tra la storia e la cultura dei nostri Paesi e sono molto lieto che proprio nei giorni scorsi, un'altra tela del Carpaccio, di intensa religiosità, la ''Madonna col Bambino'', abbia trovato ricollocazione nel luogo per cui era stata originariamente concepita: la chiesa del convento di San Francesco a Pirano. La cultura costituisce elemento che unisce e riconnette storie, esperienze, rapporti umani. Non sarà mai elemento di contrapposizione: sarebbe come negare la sua funzione nella storia della civiltà", ha detto Sergio Mattarella.

Al nostro Presidente della Repubblica noi - che, modestamente, la vera storia della nostra terra la conosciamo molto bene - vogliamo fare sapere che Vittor Carpaccio, al tempo in cui lavorava ai capolavori in Istria non aveva probabilmente mai sentito nemmeno una parola in lingua slava perché coloro che la parlavano erano al massimo pastori e  senza alcuna posizione sociale, prima ancora che culturale. Quale razza di "interconnessione", dunque, legata ai due Paesi, Carpaccio rappresenterebbe? 

A Pirano, vogliamo sempre fare sapere al nostro Presidente della Repubblica, i primi matrimoni misti tra slavi ed italiani si ebbero soltanto a partire dal 1938 in poi, prima nemmeno uno.

Il minimo che chiediamo, in nome della Verità, che non può essere calpestata nemmeno dalle più alte istituzioni della Repubblica, è che non si travisi in questo modo la realtà. 

Perché non possiamo accettarlo!

UNIONE DEGLI ISTRIANI

Commenti