SINISTRA, USO DELLA MAGISTRATURA CONTRO LA DEMOCRAZIA

Dall’uso strumentale della tragedia umanitaria di Gaza alla guerra in Ucraina, passando per il caso Almasri e per la difesa degli scafisti, la sinistra ha ormai un’unica strategia in Italia: ricorrere alla via giudiziaria in un’ottica anti-democratica. Per abbattere un Governo legittimamente eletto dal popolo italiano, non trovando strumenti, credibilità, argomenti politici e programmatici per fare un’opposizione di merito, la sinistra beneficia dell’uso della coercizione blandita da parte della magistratura militante. Esponenti del Partito antiDemocratico e alcuni loro sodali ora vorrebbero segnalare il Governo italiano alla Corte Penale Internazionale. Quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba. Non ci avranno. Anzi, parafrasando la loro inutile farsa: ‘non passeranno’. Siamo pronti, l’Italia democratica è con noi e sulla riforma della giustizia, come sulla lotta all’immigrazione clandestina, è con noi anche buona parte dell’elettorato benpensante della sinistra. Dovrebbero e potrebbero collaborare, perseguendo la via tracciata da Vassalli e Falcone sulla separazione delle carriere e sulla riforma del Csm, ma vogliono trasformare un civile dibattito e una necessaria soluzione in una Caporetto. Dovrebbero e potrebbero proseguire il lavoro iniziato dal loro ministro dell’interno per respingere l’aggressione dei trafficanti di uomini all’Italia e all’Europa, ma non riescono a rinunciare al business dell’accoglienza di cui hanno beneficiato le loro cooperative preferendo Buzzi e Odevaine a Minniti. Ce ne faremo una ragione… “guarda e passa”.

FABIO RAMPELLI


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