Ed i sindacati della scuola italiani, sia confederali che autonomi, stanno per far sabotare le trattative per il rinnovo del contratto scuola, e questo per motivi politici e di demagogico consenso elettorale. Aumenti stimati in media per docenti ed Ata tra i 150 ed i 140 euro, in parte gia' elargiti con l' indennita' di vacanza contrattuale. Certo aumenti non eclatanti, ma quelle poche decine di euro al mese che potrebbero contribuire ad alleggerire bilanci familiari oppressi da bollette e rincari paurosi dei generi di prima necessita'. Ma l' intenzione dei sindacati, e' come detto quella di far saltare le trattative con l' Aran, per poi intestarsi non si sa quale meriti di fronte al corpo docente. Il rischio grosso e' che senza la firma del contratto scuola questi aumenti i docenti non li vedranno piu', perche' come ha minacciato il ministro della Funzione Pubblica, Zangrillo, o i contratti pubblichi vengono firmati a fine estate, oppure il governo ritirera' questi 20 miliardi, destinandoli ad altre priorita' come il taglio del cuneo fiscale. Con questa doppiezza, con questa ipocrisia, tipica da politicanti ed avvocaticchi di bassa lega, i sindacati della scuola italiana si dimostrano dunque i maggiori nemici del corpo docente italiano che per questo motivo deve piu' che mai agire per difendere i propri interessi. E quale arma migliore sono le disdette sindacali, inviando a questi traditori dei docenti italiani, la lettera di disdetta sindacale unitamente alla tessera d' iscrizione debitamente fatta a pezzi, un giusto riconoscimento per questi cialtroni.
E.B

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