La Procura che, con un modus operandi inusuale, fa ricorso direttamente in Cassazione contro l'assoluzione di Salvini per la sua assoluzione sull'inesistente reato di sequestro di persona di clandestini che si facevano i selfie con Richard Gere su una nave libera di andare ovunque in qualsiasi momento, sta dichiarando esplicitamente la natura politicizzata di una frangia della magistratura che pretende di appropriarsi del potere legislativo ed esecutivo da affiancare a quello giudiziario. Lo sta urlando a chiunque, insistentemente. Essa vuole che si sappia, al di là di ogni ragionevole dubbio. Ribadisco che, al fine di sovrastare un nemico, è necessario comprendere chi sia il nemico ed in questo Paese, fra i tanti, la magistratura lo è. Giudici impuniti che hanno assunto il ruolo di divinità, consapevoli di una venerazione di default di cittadini che venderebbero la madre pur di assistere ad una caduta dei "fascisti". Giudici che accorciano le pene di assassini, che ne fanno uscire altri senza scorta, che rilasciano stupratori nordafricani ritenendo il loro arresto non necessario, che umiliano le vittime di omicidi stringendo metaforicamente la mano ai carnefici e che ambiscono al palcoscenico della gloria, intestandosi battaglia politiche: è un tumore che si è ramificato nel tessuto sociale. Questo tema è prioritario: non ammetterlo è sinonimo di connivenza, non comprenderlo è un atto pericolosissimo.
.jpg)
Commenti
Posta un commento