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Alle scorse elezioni politiche i partiti sostenitori del Si ai Referendum (il cosiddetto Campo Largo), avevano, tutti insieme, ottenuto voti pari al 25% degli aventi diritto al voto (totale elettori, votanti + astenuti).
Peggio ancora era andata alle recenti Europee (21%).
In altre parole, per raggiungere il Quorum del 50% i partiti del Campo Largo dovevano convincere ad andare alle urne il doppio dei loro elettori.
Se non di più, se si fa riferimento al dato delle Europee (Tabella 1).
Qualche elettore in più è effettivamente andato a votare, l'affluenza è stata del 30%, 5 punti in più di quanto si disponeva in partenza (Tabella 2).
Un 30% composto sia da Si che da No, con un picco di No nel 5° Referendum, quello sulla Cittadinanza agli immigrati.
In quest'ultimo Referendum i Si sono stati meno (20%) di quanti si disponeva sulla carta, il 25% citato prima.
La Tabella 3 mostra la differenza tra i Sì ed i voti presi nelle recenti consultazioni elettorali dal "Campo Largo".
La differenza è sempre positiva, tranne che per il Referendum sulla Cittadinanza.
In quest'ultimo caso quasi 1/4 degli elettori del "Campo Largo" non hanno votato Si.
Infine (Tabella 4) è fallito il "Piano B" vagheggiato da alcuni esponenti del Pd, vale a dire un numero di Sì almeno superiore ai voti presi dal Centro-Destra nelle ultime elezioni politiche.
Non è successo, anche se sul primo quesito la distanza è stata non elevata (55.373 voti in meno).
In compenso è superiore a 3 milioni la distanza sul quinto quesito.
PEPPINO DI LENA

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