IL MANIFESTO DI VENTOTENE? " FU LO STESSO SPINELLI AD ABIURARLO, QUALCHE ANNO DOPO"


Cari Amici,

passata la tempesta in un bicchiere d'acqua, per le giuste osservazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rese in Parlamento sul cosiddetto "Manifesto di Ventotene" che - lo vogliamo sottolineare! - nessuno conosce all'interno dei palazzi delle istituzioni dell'Unione Europea, tanto a Bruxelles quanto a Strasburgo, è bene condividere ciò che ha rivelato nei giorni scorsi il Sindaco di Ventotene, Carmine Caputo, che conobbe personalmente Altiero Spinelli, uno degli estensori del controverso documento.

In sostanza Caputo, uomo di una grande simpatia e molto pragmatico, ha dichiarato che lo stesso Spinelli sconfessò, solo pochi anni dopo, ciò che scrisse nel 1941.

Riportiamo alcuni passaggi dell'intervista del primo cittadino rilasciata al quotidiano Libero :

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Lei ha vinto a capo di una lista civica, lo scarto è stato di una cinquantina di voti, che in un comune che ha 700 abitanti sono parecchi. È legato a qualche partito?

«Sono nato democristiano e morirò democristiano, ma a differenza di De Gasperi che guardava a sinistra io sono un democristiano che appena gira la testa da quella parte viene colpito da un fastidiosissimo torcicollo».

Perché?

«Eh, che ne so: farò una visita medica, mi devo decidere. Ormai è da una decina d’anni che se mi volto a sinistra mi fa male, non riesco».

Quindi, presumo ma potrei sbagliare, che domani (oggi per chi legge, ndr) non si unirà al gruppone del Pd in trasferta a Ventotene...

«Presume bene».

Arriviamo al dunque: chi contesta il Manifesto di Ventotene, in toto o in parte, è fascista?

«Chi l’ha contestato?»

Giorgia Meloni in parlamento ha detto che non si riconosce in quell’Europa: la sinistra le si è scagliata contro.

«La presidente del Consiglio parlava di “quell’Europa scritta nel Manifesto”. Lo stesso Spinelli anni dopo ha contestato il documento che lui stesso aveva scritto: l’ha abiurato, ha affermato che non si riconosceva più in quei concetti, che erano superati dalla storia. Chi scriverebbe più quelle cose oggi... qualcuno me lo dica».

Cosa pensa dell’intervento della premier?

«È stata una risposta a chi qualche giorno prima, in piazza, aveva sventolato il Manifesto di Ventotene magari senza averlo mai letto. Mi scusi: ad azione corrisponde una reazione, no? Se uno brandisce quel documento senza specificare, senza dire su cosa è d’accordo e su cosa no, senza contestualizzare, beh, pure io allora mi dichiaro contrario a diverse parti, ma non per questo sono fascista. Non possono più esistere certi ideali come la soppressione della proprietà privata. Penso che la presidente del Consiglio voglia come tanti un’Europa finalmente politica, forte, unita, e non come oggi basata semplicemente sulla moneta unica. Non mi sembra un pensiero tanto strano».

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Dunque, la si smetta di parlare di questo documento, che lascia inorriditi per molti suoi contenuti e per la insostenibilità dei proclami indicati ed anzi, lo si cestini definitivamente perché di sano e concreto non ha davvero nulla.

Siamo seri, per favore!

UNIONE DEGLI ISTRIANI


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