Che la Crimea torni alla Russia è ragionevole, quella regione è intimamente russa per storia e cultura, lo ha persino sancito un plebiscito popolare.
Che al Donbass sia concesso di scegliersi il proprio destino in applicazione d’un principio d’autodeterminazione, è sensato. La stessa opportunità è stata riconosciuta a altri territori in passato, dagli stessi soloni euroatlantici che ora strepitano e si strappano le vesti.
Che l’Ucraina rimanga neutrale è auspicabile. Nessuna superpotenza vorrebbe ai confini uno stato affiliato a un’alleanza ostile, non lo accetterebbero neanche gli USA.
Chi cerca realisticamente l'accordo non può prescindere da queste coordinate. Zelensky, e i suoi compari, se ne dovranno fare una ragione.
Draghi, che afferma solennemente che la Russia dovrà essere sconfitta, o Mattarella, che chiede il ritiro dei russi dai territori occupati, nel momento in cui invocano la pace rivelano confusione mentale o, ancora peggio, malafede.
Le loro condizioni porterebbero a una guerra lunga e pericolosa per tutto il pianeta.
Di sicuro parlano la lingua americana.
VITO BORRELLI

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